C'era una volta un cuoco francese. Sua figlia viveva con marito e due figli ad Hong Kong, fino a quando in un giorno di pioggia la famiglia viene trucidata. La figlia sopravvive ma è troppo malconcia anche per parlare.
L'unica cosa che riesce a far capire al padre che è accorso al suo capezzale è: "Vendicami!"
Il cuoco, francese, si trova quindi ad Hong Kong con l'arduo compito di vendicare la figlia e per farsi aiutare entra in contatto con uno strano trio di asiatici. Da qui in poi un milione di peripezie.
Senza approfondire troppo VENDICAMI, è un maliconico pulp asiatico, per alcuni versi originale (la storia delle polaroid), per altri versi un decisamente esagerato (la battaglia dei cuboni di carta, la bicicletta che si muove a revolverate) però si guarda bene, soprattutto per la riuscita caratterizzazione dei personaggi.
E per questo in buona sostanza lo consiglio.
Il film è di Johnny To, un simpatico ometto, di cui non avevo mai sentito parlare fino ad un mese fa, ma di cui vorrei approfondire la filmografia.
Visto che ho accennato dei personaggi, due parole su di loro:
- Mr. Fung: è il villain, il cattivo, il boss locale con agganci extralocali, colui che compra tutto ed uccide tutti. Colui che è sempre seduto da solo ad un tavolino a mangiare o a bere, circondato da decine di guardie del corpo non degne di essere sue commensali. E' interpretato da Simon Yam, che da quanto apprendo da wikipedia compare in milioni, ma che dico miliardi, di pellicole ed è un pluripremiato agli Hong Kong film
awards.
- Lo Strano Trio di Asiatici: è composto da criminali, ben inseriti nel giro. Capiscono subito che il protagonista Frank Costello "un cuoco un cazzo..." improvvisando un tiro a piattello durante il pranzo. Il suddetto trio è composto da:
1) L'Enrico Ruggeri asiatico, che è il leader, la mente pensante.
2) Il Benicio Del Toro sovrappeso asiatico, che è il ciccione simpatico, ma non per questo poco efficiente.
3) Lo Scamarcio asiatico che è figo, ha il giubbotto di pelle, ed è il belloccio.
- Veniamo poi al più bello: il protagonista Frank Costello, alias Johnny Hallyday.
Il personaggio è affascinante ed originale, delle volte un po' testardamente patetico, però ben interpretato.
Per questo, ieri mi sono detto chi cazzo è questo quasi settantenne dal capello lucido e scuro, un po' rifatto, molto elegante, che per tutto il film affronta peripezie in completo e con un impermeabile nero?
Ebbene costui è Johnny Halliday è un mito dei nostri cugini transalpini. E' un rock star sulla cresta dell'onda dal 1960, ha venduto qualcosa come 100 milioni di dischi ed è soprattuto interprete della versione francese di 24.000 baci.
E molto più figo di Morandi, Celentano, Vasco Rossi messi insieme. Noi uno così non lo avremo mai.
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giovedì 6 maggio 2010
domenica 2 maggio 2010
Iron Man è Robert Downey Jr.
E' ricchissimo, ha successo con le donne, quando parla è sagace, ironico e tagliente, è sborone e megalomane, compiace il suo ego in ogni momento. Preferisce le copertine patinate all'anonimato degli altri paladini della giustizia. E' Tony Stark alias Iron Man.
Anzi è Robert Downey Jr., alias Tony Stark, alias Iron Man. Eh si, perchè non esiste altro super-eroe che deve il suo successo all'attore che lo interpreta. Nel senso che Tobey Maguire è Spider Man, Christian Bale è Batman, al contrario, Iron Man è Robert Downey Jr.
IRON MAN 2 è un comic movie atipico perchè deve la sua qualità al ritmo ed alla perfezione dei dialoghi più che ai combattimenti ed alle scene di distruzione pre-classico salvataggio finale. Questo significa che:
a) la sceneggiatura deve essere stata scritta bene
b) il cast è grandioso e ben diretto
Il film parte benissimo, i primi 30-40 minuti sono ritmatissmi e molto divertenti (non si vede ne un missile ne un laser), poi da quando Ivan Vanko tira fuori le sue fruste elettriche il ritmo cala leggermente, anche se, grazie ad una colonna sonora perfetta (rock'n'roll!) ed alcune scene memborabili non è mai e poi mai lento o noioso. Per essere un comic-movie non è che siano troppe scene di azione ed anzi il combattimento finale è forse un tantino troppo poco epico e poco lungo, ma per i miei gusti va bene così. In realtà però di esplosioni ce ne sono state e la cittadina è stata come di consueto distrutta, per la gioia dei contribuenti...
Per quanto riguarda il resto del cast...
Gwyneth Paltrow, Pepper Potts è come nel primo capitolo colei che completa Tony Stark e gioca con RDJ fino all'epilogo finale.
Mickey Rourke è un buon villain dal simpatico accento russo e con un bel pappagallo sulla spalla, ma il suo personaggio poteva essere sviluppato in maniera migliore e più approfondita.
Sam Rockwell è un grande attore, ed è fenomenale nell'interpretare l'imitazione non riuscita di Tony Stark
Scarlett Johannson non mi ha convinto nel ruolo della Black Widow, mi sembra semplicemente fuori ruolo, come mettere Vin Diesel in un film di Woody Allen.
Samuel L. Jackson è un trichecone mascherato.
Don Cheadle fa più o meno il lavoro di Terrence Howard.
Quello che tira le fila di tutto l'ambaradam è il regista Jon Favreau ovvero l'autista Hogan.
Ci dicono poi che la voce di Jarvis, il computer sia del grande Paul Bettany.
Alla fine di Iron Man 2 (dopo i titoli di coda) si vede un video di circa un minuto di cui non voglio anticpare nulla. Voglio solo dire che questo fa parte di un disegno più ampio che porterà ad un film che in questo momento è previsto per il 2012, ovvero THE AVENGERS, I VENDICATORI a cui prenderanno parte Iron Man, Thor, Capitan America e si pensa anche Hulk.
Anzi è Robert Downey Jr., alias Tony Stark, alias Iron Man. Eh si, perchè non esiste altro super-eroe che deve il suo successo all'attore che lo interpreta. Nel senso che Tobey Maguire è Spider Man, Christian Bale è Batman, al contrario, Iron Man è Robert Downey Jr.
IRON MAN 2 è un comic movie atipico perchè deve la sua qualità al ritmo ed alla perfezione dei dialoghi più che ai combattimenti ed alle scene di distruzione pre-classico salvataggio finale. Questo significa che:
a) la sceneggiatura deve essere stata scritta bene
b) il cast è grandioso e ben diretto
Il film parte benissimo, i primi 30-40 minuti sono ritmatissmi e molto divertenti (non si vede ne un missile ne un laser), poi da quando Ivan Vanko tira fuori le sue fruste elettriche il ritmo cala leggermente, anche se, grazie ad una colonna sonora perfetta (rock'n'roll!) ed alcune scene memborabili non è mai e poi mai lento o noioso. Per essere un comic-movie non è che siano troppe scene di azione ed anzi il combattimento finale è forse un tantino troppo poco epico e poco lungo, ma per i miei gusti va bene così. In realtà però di esplosioni ce ne sono state e la cittadina è stata come di consueto distrutta, per la gioia dei contribuenti...
Per quanto riguarda il resto del cast...
Gwyneth Paltrow, Pepper Potts è come nel primo capitolo colei che completa Tony Stark e gioca con RDJ fino all'epilogo finale.
Mickey Rourke è un buon villain dal simpatico accento russo e con un bel pappagallo sulla spalla, ma il suo personaggio poteva essere sviluppato in maniera migliore e più approfondita.
Sam Rockwell è un grande attore, ed è fenomenale nell'interpretare l'imitazione non riuscita di Tony Stark
Scarlett Johannson non mi ha convinto nel ruolo della Black Widow, mi sembra semplicemente fuori ruolo, come mettere Vin Diesel in un film di Woody Allen.
Samuel L. Jackson è un trichecone mascherato.
Don Cheadle fa più o meno il lavoro di Terrence Howard.
Quello che tira le fila di tutto l'ambaradam è il regista Jon Favreau ovvero l'autista Hogan.
Ci dicono poi che la voce di Jarvis, il computer sia del grande Paul Bettany.
Alla fine di Iron Man 2 (dopo i titoli di coda) si vede un video di circa un minuto di cui non voglio anticpare nulla. Voglio solo dire che questo fa parte di un disegno più ampio che porterà ad un film che in questo momento è previsto per il 2012, ovvero THE AVENGERS, I VENDICATORI a cui prenderanno parte Iron Man, Thor, Capitan America e si pensa anche Hulk.
mercoledì 28 aprile 2010
Ti caghi addosso
Metti che stai giocando la partita di calcetto del campionato amatoriale ed entra in campo un cinquantenne tenuto male armato di fucile da caccia con uno sguardo minacciosamente vuoto. Ti caghi addosso...Metti che sei tranquilla a letto e tuo figlio gioca con la Nintendo Ds e vedi fuori nell'orto la motozappa di tuo marito accesa e quando lo cerchi trovi un figlio terrorizzato dallo sguardo miancciosamente vuoto del padre. Ti caghi addosso.
Metti che arriva l'esercito, e l'esercito in America non è mandato come in Italia a passeggiare per le strade, ma per fare tabula rasa e nascondere qualcosa di scomodo. Ti caghi addosso.
Anche te che stai guardando LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA dovresti cagarti addosso.
Ho praticamente scritto l'incipit, il perchè di tutto ciò vedetevelo da soli.
LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA è il classico thriller-horror con la comunità rurale di Ogden Marsh, lo sceriffo, il bar, il dottore, la dottoressa, la partita della domenica, la dolce coppietta che vuole pateticamente sfuggire al massacro per un futuro tranquillo, colui che si immola per la salvezza, e tanti tanti simil-zombie cattivi cattivi ai quali devi sfuggire come in un videogioco. Niente di particolarmente originale.
Però, se si considera che ieri sera era martedì e non c'è tanto di meglio da fare e se si considere che ha pagato la 3 grazie alla mia carta gold grande cinema 3, beh allora direi che due ore me le sono passate.
Certo se invece che da solo, c'era anche la mia ragazza mi sarei potuto divertire di più a guardarla mentre soffriva di paura e mi malediceva per averla portata in quella sala piena di zombies, però delle volte ci si deve accontentare.
Insomma: di qualità poca, intrattenimento abbastanza e delle volte basta e avanza.
Alcune considerazioni aggiuntive:
- La dottoressa Dutton (Radha Mitchell) se riesce a portare a termine la gravidanza vuol dire che ha l'utero foderato di una lega di vanadio-zirconio.
- Lo sceriffo Dutton (Timothy Olyphant - Timoteo Olifante) ne sa una più del diavolo, ma non è sufficientemente sborone, per poter simpatizzare con lui.
- Il vice sceriffo Russell Clunk (Joe Anderson) somiglia a Daniel Faraday di Lost. Con questo non voglio anticipare la fine che fa...
- Il bambino Nicholas, è Cody figliastro di Dexter (Preston Baley)
- Il titolo originale del film è THE CRAZIES, "I Pazzi" , nome favoloso, chissà perchè non è stato tradotto così.
- E' un remake di un film di George A. Romero del 1973. Magari allora era più originale.
- Si diche che il regista è Breck Eisner dirigerà un film chiamato ESCAPE FROM NEW YORK e che Gerry Butler possa esserne la star
Se paga la 3 potete anche andare a vederlo.
domenica 18 aprile 2010
Basilicata c'è!
1- La Basilicata esiste.
2- La Basilica è pure bella
3- Rocco Papaleo è un grande
Dopo aver sostenuto ed incofutabilmente dimostrato che la Basilicata esiste, l'idea di attraversarla con un coast to coast dal Tirreno allo Jonio è una genialata che solo i migliori possono avere.
Rocco Papaleo è un "migliore".
BASILICATA COAST TO COAST è un film ironico, fatto di comicità e battute mai spicciole e scontate, di musiche originali scritte da Papaleo (canzone finale di Gazzè), di cultura, amore per la propria terra e luoghi favolosi.
E' uno di quei film che in Francia, grazie all'apporto incondizionato di regione, governo etc etc sarebbe diventato un fenomeno nazionale da esportare all'estero, qui da noi invece, anche se la qualità c'è, tutto non sembra così semplice.
La trama è ormai ben nota, "Le Pale Eoliche" gruppo musicale composto da quattro amici, parteciperà al festival della canzone teatro di Scanzano Jonico che in auto dista solo un'ora dal loro paese. Troppo poco per potersi godere a pieno tutto il succo dell'esperienza, per cui decidono di andarci a piedi passando per vie alternative.
Alcune considerazioni aggiuntive:
- Rocco Papaleo è un attore istrionico, un bravo compositore - cantante e possiede un'ironia secondo me speciale.
- Max Gazzè per tutto il film ha recitato con solo il corpo e con le espressioni della sua faccia: bravissimo.
- Paolo Briguglia si vede troppo poco nei film italiani
- Alessandro Gassman sembra naturale quando fa il viscido piacione.
Prima che lo tolgano dalle programmazioni, andare a vederlo...
2- La Basilica è pure bella
3- Rocco Papaleo è un grande
Dopo aver sostenuto ed incofutabilmente dimostrato che la Basilicata esiste, l'idea di attraversarla con un coast to coast dal Tirreno allo Jonio è una genialata che solo i migliori possono avere.
Rocco Papaleo è un "migliore".
BASILICATA COAST TO COAST è un film ironico, fatto di comicità e battute mai spicciole e scontate, di musiche originali scritte da Papaleo (canzone finale di Gazzè), di cultura, amore per la propria terra e luoghi favolosi.
E' uno di quei film che in Francia, grazie all'apporto incondizionato di regione, governo etc etc sarebbe diventato un fenomeno nazionale da esportare all'estero, qui da noi invece, anche se la qualità c'è, tutto non sembra così semplice.
La trama è ormai ben nota, "Le Pale Eoliche" gruppo musicale composto da quattro amici, parteciperà al festival della canzone teatro di Scanzano Jonico che in auto dista solo un'ora dal loro paese. Troppo poco per potersi godere a pieno tutto il succo dell'esperienza, per cui decidono di andarci a piedi passando per vie alternative.
Alcune considerazioni aggiuntive:
- Rocco Papaleo è un attore istrionico, un bravo compositore - cantante e possiede un'ironia secondo me speciale.
- Max Gazzè per tutto il film ha recitato con solo il corpo e con le espressioni della sua faccia: bravissimo.
- Paolo Briguglia si vede troppo poco nei film italiani
- Alessandro Gassman sembra naturale quando fa il viscido piacione.
Prima che lo tolgano dalle programmazioni, andare a vederlo...
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lunedì 12 aprile 2010
Roy Miller? Meglio Jason Bourne.
Prima gli americani erano tutti buoni e i comunisti tutti cattivi (tranne quelli che disertavano), poi gli americani erano tutti buoni e gli arabi tutti cattivi. Ora ci sono gli americani buoni e gli americani cattivi. Gli americani buoni sono quelli che vogliono la verità, gli americani cattivi sono quelli che la insabbiano per i propri tornaconti.
Il capo Miller (Matt Damon), un ottimo caposquadra che fa il figo nel deserto con gli occhiali della Oakley, è un buono e vorrebbe far sapere la verità sulla guerra ai suoi connazionali, ma qualche viscido pezzo grosso dei servizi segreti è particolarmente determinato nel fermarlo.
Con GREEN ZONE, l'accoppiata Paul Greengrass - Matt Damon prometteva dopo la saga di Bourne (episodio due e tre) una buona dose di inseguimenti, combattimenti, sparatorie, doppi giochi, tradimenti etc etc... per questo sono andato al cinema accompagnato da due amici maschi. Perchè c'è poco da fare, certi film vanno è meglio se li vedi con altri uomini. Il mio desiderio era quella di spengere il cervello e godersi due ore di film da duri, ma in realtà non è andata così. Forse per quello dovrò aspettare THE EXPENDABLES e A-TEAM...
Di sparatorie, inseguimenti etc. se ne vedono, ma tutto ciò è tenuto su un livello inferiore rispetto al focus principale della storia, ovvero la ricerca della verità su quelle fottute armi di distruzione di massa, con giochetti di spionaggio tra agenti segreti, politici, generali iracheni, soldati sboroni e giornalisti curiosi. Le scene di azione non sono l'attrazione principale, sono solo un passaggio obbligato per portare avanti la storia. GREEN ZONE quindi assomiglia più a SYRIANA che alla saga di BOURNE dove lo spettatore era seduto in poltrona in trepidazione ed in attesa per il macello imminente che Jason stava per scatenare.
GREEN ZONE è diverso da BOURNE, non solo perchè con questo film Greengrass ha la pretesa di illustrare le menzogne che hanno portato all'invasione irachena e non di raccontare una "semplice" storiella di spionaggio, ma anche perchè Baghdad era talmente distrutta che non avrebbe potuto sopportare nemmeno un inseguimento o un combattimento con protagonista Jason Bourne. A Berlino causò più danni materiali che i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Matt Damon è perfetto nell'interpretazione di Miller, personaggio se l'avrei voluto un po' meno professionale e puro d'anima e un po' più duro e stronzetto. Se in Iraq ci fosse stato Jason, per primo la guerra se la sarebbe vinta da solo, e per secondo avrebbe fatto piazza pulita anche in casa americana.
Agli americani GREEN ZONE non è piaciuto abbastanza, forse perchè non è stata gradita l'interpretazione data alla vicenda di Greengrass. In Italia al botteghino non è andato benissimo, ma nemmeno male, incassando un milione di euro.
A me in sostanza, è piaciuto ma non mi ha entusiasmato, mi è sembrato piacevole ma non eccezionale
p.s. per i pochi che non lo sapessero la "Green Zone" è la zona di Baghdad City in cui in relativa tranquillità gli americani dirigono le operazioni di guerra e se la spassano a bordo vasca sorseggiando birre.
Il capo Miller (Matt Damon), un ottimo caposquadra che fa il figo nel deserto con gli occhiali della Oakley, è un buono e vorrebbe far sapere la verità sulla guerra ai suoi connazionali, ma qualche viscido pezzo grosso dei servizi segreti è particolarmente determinato nel fermarlo.
Con GREEN ZONE, l'accoppiata Paul Greengrass - Matt Damon prometteva dopo la saga di Bourne (episodio due e tre) una buona dose di inseguimenti, combattimenti, sparatorie, doppi giochi, tradimenti etc etc... per questo sono andato al cinema accompagnato da due amici maschi. Perchè c'è poco da fare, certi film vanno è meglio se li vedi con altri uomini. Il mio desiderio era quella di spengere il cervello e godersi due ore di film da duri, ma in realtà non è andata così. Forse per quello dovrò aspettare THE EXPENDABLES e A-TEAM...
Di sparatorie, inseguimenti etc. se ne vedono, ma tutto ciò è tenuto su un livello inferiore rispetto al focus principale della storia, ovvero la ricerca della verità su quelle fottute armi di distruzione di massa, con giochetti di spionaggio tra agenti segreti, politici, generali iracheni, soldati sboroni e giornalisti curiosi. Le scene di azione non sono l'attrazione principale, sono solo un passaggio obbligato per portare avanti la storia. GREEN ZONE quindi assomiglia più a SYRIANA che alla saga di BOURNE dove lo spettatore era seduto in poltrona in trepidazione ed in attesa per il macello imminente che Jason stava per scatenare.
GREEN ZONE è diverso da BOURNE, non solo perchè con questo film Greengrass ha la pretesa di illustrare le menzogne che hanno portato all'invasione irachena e non di raccontare una "semplice" storiella di spionaggio, ma anche perchè Baghdad era talmente distrutta che non avrebbe potuto sopportare nemmeno un inseguimento o un combattimento con protagonista Jason Bourne. A Berlino causò più danni materiali che i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Matt Damon è perfetto nell'interpretazione di Miller, personaggio se l'avrei voluto un po' meno professionale e puro d'anima e un po' più duro e stronzetto. Se in Iraq ci fosse stato Jason, per primo la guerra se la sarebbe vinta da solo, e per secondo avrebbe fatto piazza pulita anche in casa americana.
Agli americani GREEN ZONE non è piaciuto abbastanza, forse perchè non è stata gradita l'interpretazione data alla vicenda di Greengrass. In Italia al botteghino non è andato benissimo, ma nemmeno male, incassando un milione di euro.
A me in sostanza, è piaciuto ma non mi ha entusiasmato, mi è sembrato piacevole ma non eccezionale
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sabato 3 aprile 2010
Gamer: Tu perdi, lui muore.
Sono andato a vedere GAMER, nonostante sembrasse una emerita cagata perchè:
1) C'è Micheal C. Hall (Dexter)
2) C'è Gerard Butler (Jerry)
3) E' un film di Neveldine & Taylor che sono i registi di quel capolavoro della tamarraggine e dell'eccesso che è CRANK, poi anche di CRANK 2 (High Voltage).
Ne sono rimasto tiepidamente soddisfatto perchè Neveldine & Taylor continuano a contraddistinguersi non solo per la tamarraggine e l'eccesso, ma anche per l'azzeccata scelta dei costumi in latex e le feroci sparatorie, però come qualcuno ha fatto notare, GAMER ha un sostanziale difetto: c'è troppa trama.
Ken Kastle (Dexter) è un magnate che nel 2034 ha superato come genialità e conto in banca Steve Jobs e Bill Gates messi insieme e ha creato due giochi virtuali piuttosto divertenti in cui personaggi reali comandano avatar reali. I due giochi sono
- Society: Una specie di The Sims in cui cicioni sudati o nerd in genere comandano avatar reali vestiti in latex che si leccano, sculacciano, spogliano, palpano e via dicendo.
- Slayers: Una specie di sparatutto in cui il nerd (Logan Lerman) comanda un guerrigliero chiamato Kable (Jerry) che in precedenza era in prigione ed ha la possibilità di vedersi libero se vince 30 battaglie-sparatorie all'ultimo sangue. Nessuno ci è mai riuscito, ma Jerry è troppo un duro...
Oltre all'eccesso di trama che apre troppe storie senza approfondimento, GAMER ha anche un altro sostanziale difetto: è poco realistico. Nel senso che va bene immaginarsi nel 2034 un mondo tempestato da porno avatar e controllato da un magnate dell'informatica geniale e folle, ma da tutto ciò a rappresentare un Jerry che può essere in grado di sconfiggere un Dexter, ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Comunque, se sei una persona ne troppo bifolca, ne troppo radical chic e hai voglia di passare una serata spengendo il cervello, GAMER risulta una visione estremamente piacevole.
Infine, brevi note sul cast e sul film:
- La colonna sonora parte con Marylin Manson e per tutto è film è composta da metal e hard rock.
- Michael C. Hall è eccezionale e nell'ultima parte del film fa un balletto che è a dir poco favoloso.
- Gerard Butler funziona ancora nella parte del duro spaccaculi.
- Il nerd che comanda Kable è Logan Lerman, già Percy Jackson, futuro nuovo Spider Man.
- Per un minuto appare anche Milo Ventimiglia (PiterPetrelli di Heroes) prima di fare una brutta fine.
1) C'è Micheal C. Hall (Dexter)
2) C'è Gerard Butler (Jerry)
3) E' un film di Neveldine & Taylor che sono i registi di quel capolavoro della tamarraggine e dell'eccesso che è CRANK, poi anche di CRANK 2 (High Voltage).
Ne sono rimasto tiepidamente soddisfatto perchè Neveldine & Taylor continuano a contraddistinguersi non solo per la tamarraggine e l'eccesso, ma anche per l'azzeccata scelta dei costumi in latex e le feroci sparatorie, però come qualcuno ha fatto notare, GAMER ha un sostanziale difetto: c'è troppa trama.
Ken Kastle (Dexter) è un magnate che nel 2034 ha superato come genialità e conto in banca Steve Jobs e Bill Gates messi insieme e ha creato due giochi virtuali piuttosto divertenti in cui personaggi reali comandano avatar reali. I due giochi sono
- Society: Una specie di The Sims in cui cicioni sudati o nerd in genere comandano avatar reali vestiti in latex che si leccano, sculacciano, spogliano, palpano e via dicendo.
- Slayers: Una specie di sparatutto in cui il nerd (Logan Lerman) comanda un guerrigliero chiamato Kable (Jerry) che in precedenza era in prigione ed ha la possibilità di vedersi libero se vince 30 battaglie-sparatorie all'ultimo sangue. Nessuno ci è mai riuscito, ma Jerry è troppo un duro...
Oltre all'eccesso di trama che apre troppe storie senza approfondimento, GAMER ha anche un altro sostanziale difetto: è poco realistico. Nel senso che va bene immaginarsi nel 2034 un mondo tempestato da porno avatar e controllato da un magnate dell'informatica geniale e folle, ma da tutto ciò a rappresentare un Jerry che può essere in grado di sconfiggere un Dexter, ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Comunque, se sei una persona ne troppo bifolca, ne troppo radical chic e hai voglia di passare una serata spengendo il cervello, GAMER risulta una visione estremamente piacevole.
Infine, brevi note sul cast e sul film:
- La colonna sonora parte con Marylin Manson e per tutto è film è composta da metal e hard rock.
- Michael C. Hall è eccezionale e nell'ultima parte del film fa un balletto che è a dir poco favoloso.
- Gerard Butler funziona ancora nella parte del duro spaccaculi.
- Il nerd che comanda Kable è Logan Lerman, già Percy Jackson, futuro nuovo Spider Man.
- Per un minuto appare anche Milo Ventimiglia (PiterPetrelli di Heroes) prima di fare una brutta fine.
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venerdì 2 aprile 2010
Happy Family...
Ho visto HAPPY FAMILY dopo una cena a buffet con prezzo fisso ad un ristorante giapponese. Non che questo abbia una certa rilevanza con il film, ma volevo solo sottolineare che i presupposti per un eccessivo rilassamento sulla poltrona del cinema c'erano tutti.
In realtà mi sono divertito un mondo, ho riso abbastanza e mai mi sono annoiato. Non che avessi dei dubbi, Gabriele Salvatores si può definire una garanzia, però sai magari delle volte si toppa e con la troppa voglia di sperimentare si rischia di non essere capiti o di essere noiosi.
Per quello che riguarda una breve introduzione: c'è Ezio (Fabio De Luigi) che è uno scrittore piuttosto svogliato e fancazzista che vuole scrivere un libro. Nella sua storia ci sono due famiglie, diametralmente opposte, una borghese, l'altra freak. Ceneranno assieme quando i due figli giovanissimi decideranno di sposarsi, mentre Ezio in qualche modo entrerà a far parte delle vicende che lui stesso sta scrivendo. Per il continuo, come sempre si è vivamente consigliati ad andare a vedersi il film.
Il tutto si evolve con uno stile creativo nelle riprese e nelle colorazioni, con un piglio teatrale e con tono leggero e scanzonato, spesso si toccano anche quei tasti dolenti che accompagnano la vita dei singoli e delle intere famiglie, ma mai il film risulta eccessivamente triste. La sceneggiatura che è stata adattata da Salvatores da un commedia teatrale è scritta in maniera eccezionale, e i personaggi sono stati sviluppati, interpretati e diretti egregiamente.
Insieme a LA PRIMA COSA BELLA è uno dei pochi film italiani che ero interessato a vedere e che mi hanno soddisfatto a pieno.
Alcune note sul cast e sul film:
- Sembra impossibile ma c'è anche Sandra Milo.
- Fabrizio Bentivoglio è perfetto nell'intepretare un avvocato borghese milanese, anzi lo sembra davvero.
- Diego Abantantuono ha un personaggio favoloso che fa ridere appena apre bocca.
- De Luigi è troppo De Luigi, nel senso che sembra sempre quello che fa Olmo, o la pubblicità del Dash, ma ma in questo film ci voleva lui e lui funziona eccome.
- La vecchia è favolosa, e soprattutto dal vero non è molto vecchia ma è molto truccata.
- Valeria Bilello è davvero bella (anche brava).
In realtà mi sono divertito un mondo, ho riso abbastanza e mai mi sono annoiato. Non che avessi dei dubbi, Gabriele Salvatores si può definire una garanzia, però sai magari delle volte si toppa e con la troppa voglia di sperimentare si rischia di non essere capiti o di essere noiosi.
Per quello che riguarda una breve introduzione: c'è Ezio (Fabio De Luigi) che è uno scrittore piuttosto svogliato e fancazzista che vuole scrivere un libro. Nella sua storia ci sono due famiglie, diametralmente opposte, una borghese, l'altra freak. Ceneranno assieme quando i due figli giovanissimi decideranno di sposarsi, mentre Ezio in qualche modo entrerà a far parte delle vicende che lui stesso sta scrivendo. Per il continuo, come sempre si è vivamente consigliati ad andare a vedersi il film.
Il tutto si evolve con uno stile creativo nelle riprese e nelle colorazioni, con un piglio teatrale e con tono leggero e scanzonato, spesso si toccano anche quei tasti dolenti che accompagnano la vita dei singoli e delle intere famiglie, ma mai il film risulta eccessivamente triste. La sceneggiatura che è stata adattata da Salvatores da un commedia teatrale è scritta in maniera eccezionale, e i personaggi sono stati sviluppati, interpretati e diretti egregiamente.
Insieme a LA PRIMA COSA BELLA è uno dei pochi film italiani che ero interessato a vedere e che mi hanno soddisfatto a pieno.
Alcune note sul cast e sul film:
- Sembra impossibile ma c'è anche Sandra Milo.
- Fabrizio Bentivoglio è perfetto nell'intepretare un avvocato borghese milanese, anzi lo sembra davvero.
- Diego Abantantuono ha un personaggio favoloso che fa ridere appena apre bocca.
- De Luigi è troppo De Luigi, nel senso che sembra sempre quello che fa Olmo, o la pubblicità del Dash, ma ma in questo film ci voleva lui e lui funziona eccome.
- La vecchia è favolosa, e soprattutto dal vero non è molto vecchia ma è molto truccata.
- Valeria Bilello è davvero bella (anche brava).
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domenica 21 marzo 2010
Una via di mezzo tra LOST e THE OTHERS
Venerdì sera ho visto SHUTTER ISLAND, ho temuto di non potercela fare visto la lunghezza della pellicola e la pesantezza che mi aspettavo. Già lunedì scorso, pieno di buon intento e quasi convinto di potercela fare ho codardamente ripiegato su un film leggeremento meno impegnativo: LEGION.
In effetti la prima parte scorre con una lentezza inaudita, si capisce ben poco e la probabilità di assopirsi è direttamente proporzionale alla comodità delle poltroncine sulle quali si siede.
Nella seconda parte però, ovvero quando si inizia a capire qualcosa, l'assoluta genialità della sceneggiatura, l'esemplare conduzione ed il bravissimo Leonardo Di Caprio ti fanno rendere conto che vedere SHUTTER ISLAND è stata la scelta giusta perchè di film belli e particolari in questo modo se ne vedono davvero pochi.
Alcune considerazioni:
- C'è un isola piena di misteri come in LOST e non se ne riesce a venire via.
- La pellicola è appunto una via di mezzo tra LOST e THE OTHERS.
- La cravatta di Leonardo Di Caprio era davvero molto brutta
- Il vice direttore del carcere, agente Mc Pherson è John Carroll Lynch, il presunto assassino in ZODIAC, ed era inseguito proprio dal poliziotto Mark Ruffalo alias Chuck.
- Il tutto sarebbe stato ancora più bello e quindi avrebbe raggiunto il livello del capolavoro se fosse durato mezz'ora meno.
In effetti la prima parte scorre con una lentezza inaudita, si capisce ben poco e la probabilità di assopirsi è direttamente proporzionale alla comodità delle poltroncine sulle quali si siede.
Nella seconda parte però, ovvero quando si inizia a capire qualcosa, l'assoluta genialità della sceneggiatura, l'esemplare conduzione ed il bravissimo Leonardo Di Caprio ti fanno rendere conto che vedere SHUTTER ISLAND è stata la scelta giusta perchè di film belli e particolari in questo modo se ne vedono davvero pochi.
Alcune considerazioni:
- C'è un isola piena di misteri come in LOST e non se ne riesce a venire via.
- La pellicola è appunto una via di mezzo tra LOST e THE OTHERS.
- La cravatta di Leonardo Di Caprio era davvero molto brutta
- Il vice direttore del carcere, agente Mc Pherson è John Carroll Lynch, il presunto assassino in ZODIAC, ed era inseguito proprio dal poliziotto Mark Ruffalo alias Chuck.
- Il tutto sarebbe stato ancora più bello e quindi avrebbe raggiunto il livello del capolavoro se fosse durato mezz'ora meno.
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mercoledì 17 marzo 2010
Brutti stronzi morirete tutti!
Ieri mi sono incamminato verso il cinema intenzionato a vedermi SHUTTER ISLAND, poi durante il tragitto, con la mia ragazza si era pensato di vedere PEARCY JACKSON. Una volta di fronte alla locandina però non ho potuto esimermi da vedere LEGION. Ed ho fatto bene.
Che filmone! Blasfemo, megalomane, apocalittico.
Volendolo introdurre brevemente si può dire che, l'ultima volta che il Dio si arrabbiò con gli uomini, egli mandò giù il noto diluvio universale e come tutti sappiamo si salvò solo l'arca di Noè. Adesso nel 2010, il Dio si è arrabbiato di nuovo per cui ha deciso di punire l'intera umanità.
Per aggiungere un po' di originalità alla trama, sembra che la stessa umanità possa essere salvata solo da un bambino che guarda caso sta per nascere. Per cui allo scopo di annientare il moccioso, il Dio manda sulla terra il più duro e cazzuto dei suoi angeli ovvero l'Arcangelo Michele, Paul Bettany.
Micheal che è talmente duro da non accettare ordini nemmeno da Dio, disobbedisce, ruba una macchina della polizia, farcisce il bagagliaio di pistole, mitragliatrici, granate e lanciarazzi, si dirige verso l'area di servizio dove il nascituro sta per venire al mondo e si asserraglia insieme a proprietari ed avventori per difendere il piccolo.
Per aggiungere un po' di originalità alla trama, l'area di servizio è situata nel deserto di non mi ricordo dove negli USA, è lontana da tutte le altre aree di servizio, c'è la radio, una televisione fatiscente ed è gestita da dei sempliciotti.
Quando il Dio si accorge dell'ammutinamento di Micheal, prende i dovuti provvedimenti ed inizia a mandarne di quelle nere, tipo una vecchina che dice "Brutti stronzi morirete tutti!", poi non vi racconto altro, andate a vedervelo che merita.
In realtà non voglio essere frainteso, LEGION non è ne un film da Oscar, ne è un capolavoro, in sostanza potrebbe andare in onda in seconda serata su ITALIA 1. Le due orette del film però passano davvero bene, i dialoghi sono pieni di frasi epiche e megalomani, ed anche se alla fine ti dici "Ma che stronzata!" ti diverti di brutto. A proposito di questo provate a guardare CRANK che non c'entra nulla ma fa lo stesso effetto.
Adesso alcune considerazioni sul cast:
- Paul Bettany nella parte dell'Arcangelo Michele è perfetto, così biondo, incazzato ed alto sembra davvero un angelo cattivo e con quel cappotto aperto e svolazzante mitraglia a doppia mano che è una bellezza.
Insomma è cattivo come dieci anni fa in GANGSTER NO.1
- Dennis Quaid, che non ricordo di aver visto in un film che si possa universalmente definire bello, sembra lo psicopatico di Piccola Peste.
- Kate Walsh già vista in Grey's Anatomy e poi nello spin off Private Practice, (carina la signora) fa la parte di una rompicoglioni cronica con il marito che ha il Suv.
- Sua figlia sembra che l'abbia data a tutti.
- L'Arcangelo Gabriele che vuole fare il culo all'Arcangelo Michele è interpretato da Kevin Durand che in LOST è Martin Keamy, fa il duro ma muore almeno due volte: poco credibile.
Chiudo con un consiglio: se avete una serata libera e la volete passare senza pensare e riflettere, staccate il cervello ed andate a vedervelo, anche perchè la Radio Vaticana ha pubblicamente criticato questo film. Chissà se loro avranno dato ragione a Dio o a Michele?
Che filmone! Blasfemo, megalomane, apocalittico.
Volendolo introdurre brevemente si può dire che, l'ultima volta che il Dio si arrabbiò con gli uomini, egli mandò giù il noto diluvio universale e come tutti sappiamo si salvò solo l'arca di Noè. Adesso nel 2010, il Dio si è arrabbiato di nuovo per cui ha deciso di punire l'intera umanità.
Per aggiungere un po' di originalità alla trama, sembra che la stessa umanità possa essere salvata solo da un bambino che guarda caso sta per nascere. Per cui allo scopo di annientare il moccioso, il Dio manda sulla terra il più duro e cazzuto dei suoi angeli ovvero l'Arcangelo Michele, Paul Bettany.
Micheal che è talmente duro da non accettare ordini nemmeno da Dio, disobbedisce, ruba una macchina della polizia, farcisce il bagagliaio di pistole, mitragliatrici, granate e lanciarazzi, si dirige verso l'area di servizio dove il nascituro sta per venire al mondo e si asserraglia insieme a proprietari ed avventori per difendere il piccolo.
Per aggiungere un po' di originalità alla trama, l'area di servizio è situata nel deserto di non mi ricordo dove negli USA, è lontana da tutte le altre aree di servizio, c'è la radio, una televisione fatiscente ed è gestita da dei sempliciotti.
Quando il Dio si accorge dell'ammutinamento di Micheal, prende i dovuti provvedimenti ed inizia a mandarne di quelle nere, tipo una vecchina che dice "Brutti stronzi morirete tutti!", poi non vi racconto altro, andate a vedervelo che merita.
In realtà non voglio essere frainteso, LEGION non è ne un film da Oscar, ne è un capolavoro, in sostanza potrebbe andare in onda in seconda serata su ITALIA 1. Le due orette del film però passano davvero bene, i dialoghi sono pieni di frasi epiche e megalomani, ed anche se alla fine ti dici "Ma che stronzata!" ti diverti di brutto. A proposito di questo provate a guardare CRANK che non c'entra nulla ma fa lo stesso effetto.
Adesso alcune considerazioni sul cast:
- Paul Bettany nella parte dell'Arcangelo Michele è perfetto, così biondo, incazzato ed alto sembra davvero un angelo cattivo e con quel cappotto aperto e svolazzante mitraglia a doppia mano che è una bellezza.
Insomma è cattivo come dieci anni fa in GANGSTER NO.1
- Dennis Quaid, che non ricordo di aver visto in un film che si possa universalmente definire bello, sembra lo psicopatico di Piccola Peste.
- Kate Walsh già vista in Grey's Anatomy e poi nello spin off Private Practice, (carina la signora) fa la parte di una rompicoglioni cronica con il marito che ha il Suv.
- Sua figlia sembra che l'abbia data a tutti.
- L'Arcangelo Gabriele che vuole fare il culo all'Arcangelo Michele è interpretato da Kevin Durand che in LOST è Martin Keamy, fa il duro ma muore almeno due volte: poco credibile.
Chiudo con un consiglio: se avete una serata libera e la volete passare senza pensare e riflettere, staccate il cervello ed andate a vedervelo, anche perchè la Radio Vaticana ha pubblicamente criticato questo film. Chissà se loro avranno dato ragione a Dio o a Michele?
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domenica 7 marzo 2010
The Hurt Locker batterà Avatar. Speriamo...
Ho visto THE HURT LOCKER nel mio personale cinema, composto da computer portatile ed un letto bello caldo.
L'ho voluto vedere per capire come mai un film che ha incassato poco ed è particolarmente sconosciuto in Italia faccia tremare il culo a James Cameron che ha paura di farsi portare via l'Oscar dal film della sua ex moglie Kathryn Bigelow.
Senza approfondire troppo la trama, il film parla di una squadra di tre artificieri e di come ognuno di loro vive la propria esperienza di guerra in Iraq. C'è uno che è un professionista provetto freddo e calcolatore, un'altro che è codardo ed insicuro (che cosa ci sei andato a fare in Iraq?) ed il protagonista che è sbruffone, amante del rischio e che disinnesca bombe come se sbucciasse banane.
La storia scorre bene, non è quasi mai noiosa ed il messaggio del genere: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" arriva e fa riflettere.
A differenza di AVATAR, i personaggi sono complessi, hanno una propria psicologia ed una propria personalità. Se il col. Miles Quaritch è la classica macchietta del guerrafondaio americano tutto muscoli e mitragliatici con una cicatrice grossa grossa come il suo ego, in THE HURT LOCKER il sergente William James è altrettanto amante della guerra, ma è in paraonoia per non saper più apprezzare la normalità della vita fuori dagli ambienti ostili.
Curiosità:
- il film è stato scritto e prodotto da Mark Boal, giornalista americano che ha scritto anche NELLA VALLE DI ELAH. Nei giorni scorsi è stato denunciato da un veterano (Nicholas Chartier) con il quale ha vissuto per trenta giorni in Iraq e che sostiene che Boal abbia preso spunto dalla sua vita senza autorizzazione per creare il protagonista William James (Jeremy Renner)
- Evangeline Lilly, cioè Kate di LOST che si è definitivamente liberata da quell'ossesso di Jack è la moglie di William James, ma lui vuole tornare in Iraq e lasciarla li sola. Scelta discutibile.
- Christian Camargo, ovvero il serial killer del camion frigo nella prima stagione di DEXTER fa la parte del Col. John Cambridge, psicologo.
- Ralph Fiennes fa un cameo interpretando il capo di alcuni mercenari in Iraq per catturare degli iracheni ricercati raffigurati anche sul famoso mazzo di carte.
Probabilmente AVATAR stanotte vincerà l'Oscar per miglior film perchè questi 2,5 miliardi di dollari di incasso devono essere sugellati, ma lo vincerà perchè è un film immediato, semplice, confezionato sapientemente per le grandi masse. Forse con testardaggine e pretesto rimango convinto che THE HURT LOCKER, ma anche BASTARDI SENZA GLORIA e TRA LE NUVOLE ne siano assolutamente superiori. Vedremo...
L'ho voluto vedere per capire come mai un film che ha incassato poco ed è particolarmente sconosciuto in Italia faccia tremare il culo a James Cameron che ha paura di farsi portare via l'Oscar dal film della sua ex moglie Kathryn Bigelow.
Senza approfondire troppo la trama, il film parla di una squadra di tre artificieri e di come ognuno di loro vive la propria esperienza di guerra in Iraq. C'è uno che è un professionista provetto freddo e calcolatore, un'altro che è codardo ed insicuro (che cosa ci sei andato a fare in Iraq?) ed il protagonista che è sbruffone, amante del rischio e che disinnesca bombe come se sbucciasse banane.
La storia scorre bene, non è quasi mai noiosa ed il messaggio del genere: "Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie" arriva e fa riflettere.
A differenza di AVATAR, i personaggi sono complessi, hanno una propria psicologia ed una propria personalità. Se il col. Miles Quaritch è la classica macchietta del guerrafondaio americano tutto muscoli e mitragliatici con una cicatrice grossa grossa come il suo ego, in THE HURT LOCKER il sergente William James è altrettanto amante della guerra, ma è in paraonoia per non saper più apprezzare la normalità della vita fuori dagli ambienti ostili.
Curiosità:
- il film è stato scritto e prodotto da Mark Boal, giornalista americano che ha scritto anche NELLA VALLE DI ELAH. Nei giorni scorsi è stato denunciato da un veterano (Nicholas Chartier) con il quale ha vissuto per trenta giorni in Iraq e che sostiene che Boal abbia preso spunto dalla sua vita senza autorizzazione per creare il protagonista William James (Jeremy Renner)
- Evangeline Lilly, cioè Kate di LOST che si è definitivamente liberata da quell'ossesso di Jack è la moglie di William James, ma lui vuole tornare in Iraq e lasciarla li sola. Scelta discutibile.
- Christian Camargo, ovvero il serial killer del camion frigo nella prima stagione di DEXTER fa la parte del Col. John Cambridge, psicologo.
- Ralph Fiennes fa un cameo interpretando il capo di alcuni mercenari in Iraq per catturare degli iracheni ricercati raffigurati anche sul famoso mazzo di carte.
Probabilmente AVATAR stanotte vincerà l'Oscar per miglior film perchè questi 2,5 miliardi di dollari di incasso devono essere sugellati, ma lo vincerà perchè è un film immediato, semplice, confezionato sapientemente per le grandi masse. Forse con testardaggine e pretesto rimango convinto che THE HURT LOCKER, ma anche BASTARDI SENZA GLORIA e TRA LE NUVOLE ne siano assolutamente superiori. Vedremo...
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martedì 2 marzo 2010
Un road movie in motoslitta
Amo la Norvegia, perchè quando ero un babbazzo l'ho girellata zaino in spalla in inter-rail.
Per questo quando ho visto il trailer di NORD, con rara determinazione mi sono deciso a vederlo ad ogni costo. Per fortuna il mio miglior amico amico è stato a suo tempo in Norvegia ed ha accettato di farsi 40 minuti di macchina per recarsi in uno dei pochi cinema italiani che hanno trasmesso questo film.
Il cinema Fiamma (via Pacinotti, Firenze) non è provvisto di bar ed ha le poltrocine scomode e strette che non c'è nemmeno spazio per stendere le gambe. Va bene essere snob e rinunciare ai multisala, ma non credo che potrà reggere a lungo la concorrenza.
Sono contento di aver visto NORD, perchè è un film talmente particolare che ti lascia stordito. Il bello è che non succede quasi niente, solo un viaggio di 1.000Km in motoslitta e sci da un paesino non meglio noto vicino a Trondheim ad un paesino di nome Tamok vicino a Narvik, durante il quale ci si guarda bene da attraversare le città, che comunque nella desolata Norvegia esistono.
Per quanto riguarda la trama, Jomar (Anders Baasmo Christiansen) prende la sua motoslitta e parte per risolvere una questione personale lasciata aperta, ovvero un figlio che non sa di avere e guarda caso si trova dalla parte opposta di una nazione piuttosto lunga come la Norvegia.
Se lungo la strada si aggiungono dei tipi piuttosto strani da incontrare, direi che ci sono tutti i presupposti per un solito road movie. Ma in un solito road movie il protagonista non percorre degli sconfinati paesaggi bianchi di neve in sella ad una motoslitta per arrivare al miticizzato Nord
Per voler fare il sentimentalone poi, l'ironia con cui Rune Denstad Lango (vi piacerebbe chiamarvi così eh?) racconta la solitudine dei "tipi strani" incontrati è assolutamente geniale.
Ok, aggiungo, solo alcune considerazioni personali, è più forte di me:
- se vedi NORD impari come ubriacarti senza bere.
- se vedi NORD impari come suicidarti in maniera originale
- NORD è stato distibuito con il patrocinio di un ente per il cinema dell'Unione Europea, di cui non ricordo il nome, ma è presente solo in 14 sale in tutta Italia: qualcosa non ha funzionato.
- NORD è stato ben pubblicizzato su internet ed in tv, ma è presente solo in 14 sale in tutta Italia: qualcosa non ha funzionato.
- NORD è stato ben recensito dagli addetti ai lavori, ma è presente solo in 14 sale in tutta Italia: considerando l'italiano medio, qualcosa ha funzionato.
Per questo quando ho visto il trailer di NORD, con rara determinazione mi sono deciso a vederlo ad ogni costo. Per fortuna il mio miglior amico amico è stato a suo tempo in Norvegia ed ha accettato di farsi 40 minuti di macchina per recarsi in uno dei pochi cinema italiani che hanno trasmesso questo film.
Il cinema Fiamma (via Pacinotti, Firenze) non è provvisto di bar ed ha le poltrocine scomode e strette che non c'è nemmeno spazio per stendere le gambe. Va bene essere snob e rinunciare ai multisala, ma non credo che potrà reggere a lungo la concorrenza.
Sono contento di aver visto NORD, perchè è un film talmente particolare che ti lascia stordito. Il bello è che non succede quasi niente, solo un viaggio di 1.000Km in motoslitta e sci da un paesino non meglio noto vicino a Trondheim ad un paesino di nome Tamok vicino a Narvik, durante il quale ci si guarda bene da attraversare le città, che comunque nella desolata Norvegia esistono.
Per quanto riguarda la trama, Jomar (Anders Baasmo Christiansen) prende la sua motoslitta e parte per risolvere una questione personale lasciata aperta, ovvero un figlio che non sa di avere e guarda caso si trova dalla parte opposta di una nazione piuttosto lunga come la Norvegia.
Se lungo la strada si aggiungono dei tipi piuttosto strani da incontrare, direi che ci sono tutti i presupposti per un solito road movie. Ma in un solito road movie il protagonista non percorre degli sconfinati paesaggi bianchi di neve in sella ad una motoslitta per arrivare al miticizzato Nord
Per voler fare il sentimentalone poi, l'ironia con cui Rune Denstad Lango (vi piacerebbe chiamarvi così eh?) racconta la solitudine dei "tipi strani" incontrati è assolutamente geniale.
Vedetelo (se vi riesce), non aggiungo altro.
Ok, aggiungo, solo alcune considerazioni personali, è più forte di me:
- se vedi NORD impari come ubriacarti senza bere.
- se vedi NORD impari come suicidarti in maniera originale
- NORD è stato distibuito con il patrocinio di un ente per il cinema dell'Unione Europea, di cui non ricordo il nome, ma è presente solo in 14 sale in tutta Italia: qualcosa non ha funzionato.
- NORD è stato ben pubblicizzato su internet ed in tv, ma è presente solo in 14 sale in tutta Italia: qualcosa non ha funzionato.
- NORD è stato ben recensito dagli addetti ai lavori, ma è presente solo in 14 sale in tutta Italia: considerando l'italiano medio, qualcosa ha funzionato.
lunedì 1 marzo 2010
Mi è piaciuto Invictus?
Venerdì sera ho visto INVICTUS. Potrei scriverne una recensione, potrei scrivere se mi è piaciuto o meno, ma in realtà questo non l'ho ancora capito perchè ne sono rimasto pressoché impassibile.La storia è lineare, raccontata in maniera chiara e scorre bene. Lo spettatore viene preparato insieme alla nazionale degli Sprinboks ad affrontare la finale della Coppa del Mondo del 1995, ma quello che doveva essere un crescendo di emozione e di pathos fino a culminare con la vittoria, per quanto mi riguarda non c'è mai stato. La storia appunto, è lineare, in tutto e per tutto e forse troppo.
Sarò insensibile ma nessuna scena mi ha particolarmente lasciato lì a pensare procurandomi un certo ritardo rispetto alle immagini che scorrevano sullo schermo, nemmeno quando Francois Pienaar è entrato a visitare la cella in cui era stato rinchiuso Nelson Mandela o quando il Madiba consegna la Coppa del Mondo al capitano della sua nazionale in un tripudio di fratellanza momentaneamnente ritrovata.
Morgan Freeman ed il pompatissimo Matt Damon sono una garanzia per la recitazione, così come lo è Clint Eastwood alla regia, ma per me questa volta tutto non ha funzionato alla perfezione.Due o tre cosette del film poi, non mi sono proprio piaciute, o mi sono sembrate un tantino esagerate:
1) Mi sembra un po' eccessivo sostenere che gli spettatori della finale della Coppa del Mondo di rugby siano stati circa1 milardo, visto che la popolazione mondiale nel 1995 era circa 5,7 miliardi, di cui 4 miliardi tra africani ed asiatici che magari avevano da pensare ad altro più che al rugby
2) I cori "ole, ole, ole" erano davvero agghiaccianti
3) Se il pilota dell'aereo di linea ha fatto davvero quello che si vede nel film, forse doveva essere arrestato. Se non l'ha fatto ed è stato messo li solo per innalzare un po' il tono del film, allora gli si poteva far fare qualcosa di più megalomane.
Insomma INVICTUS Mi è piaciuto?
Ni.
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domenica 21 febbraio 2010
Il Mi$$ionario: il film più blasfemo dell'anno.
Mario è un criminale professionista, dispensa delle belle testate, sferra dei potenti pugni, medica ferite con metodi da fuggiasco e celebra messe in forme non proprie canoniche.
Patrick è un prete devoto, ma anche un improvvisato gangster con le narici un po' bianche, amante del lusso, di belle macchine e belle donne.
I due sono fratelli ed i loro abituali ruoli vengono sovvertiti per vicende che non voglio rilevare.
Il MI$$IONARIO è un film grottesco, surreale, divertente; delle volte ricorda GIU' AL NORD pur non raggiungendo il suo livello stratosferico. Nello sfondo c'è la Francia sud-occidentale, Nizza e la costa azzurra con il lusso e la bella vita, ed un paesino del Rhone-Alpes dove la vita privata viene scandita insieme a tutta la comunità.
Il film scherza e fa riflettere sul ruolo del prete all'interno di una comunità tradizionale bisognosa più di un formale punto di riferimento che di una figura religiosa. Poco importa se questo punto di riferimento gestisce le cose a modo suo, redimendo i fedeli dai suoi peccati con penintenze pratiche o corporali da lui stesso inflitte.
I risultati ottenuti da Mario-prete sono strabilianti e si riassumono con la battuta: "Se tutte i preti fossero come te, le chiese sarebbero piene."
Jean Marie Bigard, che è anche co-sceneggiatore intepreta Mario ed è autore di una prova convincente. I primissimi piani sulle sue espressioni facciali funzionano di brutto e da sole fanno già ridere.
Vista con gli occhi di un puritano alcune scene possono sembrare blasfeme, tipo la ragazza di Mario che attenede coperta di solo un lenzuolo sdraiata sull'altare, o le celebrazioni della messa che trasformano la messa in uno stadio. Poi però leggendo sul giornale quello che è accaduto nel paese vicino al mio, allora anche un puritano può pensare che la chiesa è già blasfema da sola.
In sala eravamo al massimo venticinque, d'altronde al multisala c'era SCUSA SE TI VOGLIO SPOSARE, comunque chi vuole passare 90 minuti ridendo o sorridendo con una commedia leggera, simpatica e non stupida, ha trovato un buon film da vedere.
Patrick è un prete devoto, ma anche un improvvisato gangster con le narici un po' bianche, amante del lusso, di belle macchine e belle donne.
I due sono fratelli ed i loro abituali ruoli vengono sovvertiti per vicende che non voglio rilevare.
Il MI$$IONARIO è un film grottesco, surreale, divertente; delle volte ricorda GIU' AL NORD pur non raggiungendo il suo livello stratosferico. Nello sfondo c'è la Francia sud-occidentale, Nizza e la costa azzurra con il lusso e la bella vita, ed un paesino del Rhone-Alpes dove la vita privata viene scandita insieme a tutta la comunità.
Il film scherza e fa riflettere sul ruolo del prete all'interno di una comunità tradizionale bisognosa più di un formale punto di riferimento che di una figura religiosa. Poco importa se questo punto di riferimento gestisce le cose a modo suo, redimendo i fedeli dai suoi peccati con penintenze pratiche o corporali da lui stesso inflitte.
I risultati ottenuti da Mario-prete sono strabilianti e si riassumono con la battuta: "Se tutte i preti fossero come te, le chiese sarebbero piene."
Jean Marie Bigard, che è anche co-sceneggiatore intepreta Mario ed è autore di una prova convincente. I primissimi piani sulle sue espressioni facciali funzionano di brutto e da sole fanno già ridere.
Vista con gli occhi di un puritano alcune scene possono sembrare blasfeme, tipo la ragazza di Mario che attenede coperta di solo un lenzuolo sdraiata sull'altare, o le celebrazioni della messa che trasformano la messa in uno stadio. Poi però leggendo sul giornale quello che è accaduto nel paese vicino al mio, allora anche un puritano può pensare che la chiesa è già blasfema da sola.
In sala eravamo al massimo venticinque, d'altronde al multisala c'era SCUSA SE TI VOGLIO SPOSARE, comunque chi vuole passare 90 minuti ridendo o sorridendo con una commedia leggera, simpatica e non stupida, ha trovato un buon film da vedere.
giovedì 18 febbraio 2010
Paul Bettany, quel gangster che non ti aspetti.
Ha interpretato Silas, l'albino cattivissimo cilicio-munito che semina morte e ressurrezioni varie ne IL CODICE DA VINCI. Mi ricordo poi di averlo visto anche in un film particolarmente melenso che si chiama WIMBLEDON, e poi ha anche interpretato l'araldo di Heath Ledger ne IL DESTINO DI UN CAVALIERE.
Tra poche settimane sarà sugli schermi italiani interprentando l'Arcangelo Michele in LEGION, nel quale tenterà di salvarci da Dio, che a quanto pare è incazzato di brutto con la razza umana; e qui aggiungo io: se esiste davvero, come dargli torto?
Sto parlando di Paul Bettany un attore bravo, che ha recitato anche film famosi, ma mai ha avuto ruoli tali da farlo diventare un icona; forse l'unica eccezione è proprio quella di Silas.
La sua figura non mi aveva particolarmente incuriosito prima di sabato sera, poi approfondendo ho scoperto che ha recitato anche in film d'autore come A BEAUTIFUL MIND e DOGVILLE ed infine ho scoperto che è felicemente sposato con una collega, Jennifer Connelly.
Sabato sera mi sono guardato solo soletto GANGSTER NO.1. Il film è di quelli che piacciono a me, criminali in eleganti giacche e cravatte che seminano il panico con un certo stile. Paul Bettany interpreta il Gangster 55 che è fottutamente cattivo, ingegnoso, stiloso, e uccide le vittime con quella creatività propria dei criminali psicopatici britannici, (che è superiore a quella degli americani perchè loro esagerano sempre); unico difetto è che è misogino.
Bettany si contraddistingue per un interpretazione notevole che funziona davvero, biondo chiaro con quella faccia secca e spigolosa sembra davvero crudele ed affascinante.
Guardarsi un film da solo di sabato sera non è il massimo della vita sono d'accordo, anzi direi proprio che coincide con il profilo psicologico del loser, ma in fondo mi sono visto un bel gangster movie inglese e allora posso ricredermi.
Tra poche settimane sarà sugli schermi italiani interprentando l'Arcangelo Michele in LEGION, nel quale tenterà di salvarci da Dio, che a quanto pare è incazzato di brutto con la razza umana; e qui aggiungo io: se esiste davvero, come dargli torto?
Sto parlando di Paul Bettany un attore bravo, che ha recitato anche film famosi, ma mai ha avuto ruoli tali da farlo diventare un icona; forse l'unica eccezione è proprio quella di Silas.
La sua figura non mi aveva particolarmente incuriosito prima di sabato sera, poi approfondendo ho scoperto che ha recitato anche in film d'autore come A BEAUTIFUL MIND e DOGVILLE ed infine ho scoperto che è felicemente sposato con una collega, Jennifer Connelly.
Sabato sera mi sono guardato solo soletto GANGSTER NO.1. Il film è di quelli che piacciono a me, criminali in eleganti giacche e cravatte che seminano il panico con un certo stile. Paul Bettany interpreta il Gangster 55 che è fottutamente cattivo, ingegnoso, stiloso, e uccide le vittime con quella creatività propria dei criminali psicopatici britannici, (che è superiore a quella degli americani perchè loro esagerano sempre); unico difetto è che è misogino.
Bettany si contraddistingue per un interpretazione notevole che funziona davvero, biondo chiaro con quella faccia secca e spigolosa sembra davvero crudele ed affascinante.
Guardarsi un film da solo di sabato sera non è il massimo della vita sono d'accordo, anzi direi proprio che coincide con il profilo psicologico del loser, ma in fondo mi sono visto un bel gangster movie inglese e allora posso ricredermi.
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mercoledì 10 febbraio 2010
L'eco-minchiata.
Questo fine settimana ho versato le mie gocce nel mare degli oltre 2 miliardi e 200 milioni di dollari di incasso di AVATAR.
Devo dire che l'interesse acceso che avevo per questo film era andato scemando in maniera inversamente proporzionale al clamore che ha accompagnato la sua uscita.
Sono entrato in sala po' prevenuto e pieno del mio snobismo da bastian-contrario e ne sono uscito per niente entusiasta. Non mi è piaciuta la storia, la sua evoluzione e il suo finale. Tutto a partire dai personaggi mi sembrava già scritto, banale e prevedibile.
Non voglio nemmeno nascondere di essermi assopito nella parte centrale del film quando il buon Jake Sully è entrato in contatto con la cultura i Na'Vi e ne è rimasto assorbito.
I personaggi erano qualcosa di già visto e rivisto:
Trudy Chacon (Michelle Rodriguez) che tradisce il proprio esercito per i buoni propositi (prima c'erano i russi che disertavano per aiutare i buoni nemici americani, ora vengono traditi anche gli yankees) e si sacrifica dopo aver abbattutto un discreto numero di ex commilitoni.
Il giovane titolare della baracca Parker Selfridge (Giovanni Ribisi), che dirige tutto dalla sala di comando giocando a mini-golf , assetato di pietre magiche, potere, denaro e che vede nei muscoli e nelle cicatrici del colonnello Miles Quaritch la via più facile e veloce per il successo, mettendo in disparte l'idealista scenziata Grace Augustine (Sigourney Weaver).
Proprio il vero villain della storia, il colonnell Quaritch (Stephen Lang) merita due parole in più, perchè è la metafora del guerrafondaio americano, colui che vuole risolvere tutto con i missili e non con le parole, che negli scontri tira fuori frasi memorabili tipo. "Inseguire e distruggere!"
Sorvoliamo poi sulla battaglia finale degna dello scontro decisivo tra Spider o Batman e lo psicopatico nemico di turno, che nonostante non possa più distruggere il mondo vuole almeno annientare il nemico.
Insomma non voglio mettere in dubbio che James Cameron abbia realizzato un capolavoro dal punto di vista tecnico ed che il 3D sia egregiamente realizzato; un paio di volte mi sono scansato all'arrivo di due missili in faccia (o qualcosa di simile non ricordo). In vista degli Oscar però posso dire che BASTARDI SENZA GLORIA di Quentin Jerome Tarantino è di gran lunga superiore al fenomeno AVATAR per originalità, fantasia e realizzazione.
Cito infine il commento scherzoso della mia ragazza, che da anche il titolo al post: questo film è un po' una eco-minchiata.
Devo dire che l'interesse acceso che avevo per questo film era andato scemando in maniera inversamente proporzionale al clamore che ha accompagnato la sua uscita.
Sono entrato in sala po' prevenuto e pieno del mio snobismo da bastian-contrario e ne sono uscito per niente entusiasta. Non mi è piaciuta la storia, la sua evoluzione e il suo finale. Tutto a partire dai personaggi mi sembrava già scritto, banale e prevedibile.
Non voglio nemmeno nascondere di essermi assopito nella parte centrale del film quando il buon Jake Sully è entrato in contatto con la cultura i Na'Vi e ne è rimasto assorbito.
I personaggi erano qualcosa di già visto e rivisto:
Trudy Chacon (Michelle Rodriguez) che tradisce il proprio esercito per i buoni propositi (prima c'erano i russi che disertavano per aiutare i buoni nemici americani, ora vengono traditi anche gli yankees) e si sacrifica dopo aver abbattutto un discreto numero di ex commilitoni.
Il giovane titolare della baracca Parker Selfridge (Giovanni Ribisi), che dirige tutto dalla sala di comando giocando a mini-golf , assetato di pietre magiche, potere, denaro e che vede nei muscoli e nelle cicatrici del colonnello Miles Quaritch la via più facile e veloce per il successo, mettendo in disparte l'idealista scenziata Grace Augustine (Sigourney Weaver).
Proprio il vero villain della storia, il colonnell Quaritch (Stephen Lang) merita due parole in più, perchè è la metafora del guerrafondaio americano, colui che vuole risolvere tutto con i missili e non con le parole, che negli scontri tira fuori frasi memorabili tipo. "Inseguire e distruggere!"
Sorvoliamo poi sulla battaglia finale degna dello scontro decisivo tra Spider o Batman e lo psicopatico nemico di turno, che nonostante non possa più distruggere il mondo vuole almeno annientare il nemico.
Insomma non voglio mettere in dubbio che James Cameron abbia realizzato un capolavoro dal punto di vista tecnico ed che il 3D sia egregiamente realizzato; un paio di volte mi sono scansato all'arrivo di due missili in faccia (o qualcosa di simile non ricordo). In vista degli Oscar però posso dire che BASTARDI SENZA GLORIA di Quentin Jerome Tarantino è di gran lunga superiore al fenomeno AVATAR per originalità, fantasia e realizzazione.
Cito infine il commento scherzoso della mia ragazza, che da anche il titolo al post: questo film è un po' una eco-minchiata.
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mercoledì 27 gennaio 2010
Ryan Bingham? Meglio Danny Ocean.
Ryan Bingham è un cinico bastardo arrogante. E' un tagliatore di teste di inestimabile appeal e produttività, impassibile alla disgrazia altrui che è il licenziamento in tronco.
E' un feroce killer che uccide per conto terzi l'aspettavive e la tranquillità della gente.
Non usa mai la semplice forma: "Lei è licenziato.",quello lo sanno fare tutti, lui è il numero uno nel suo mestiere.
E' un attraente evasione dalla realtà per donne in carriera con le quali si concede una timida illusione di fuoco familiare tra un volo e l'altro.
Vive negli aeroporti, colleziona card di club esclusivi che alberghi o compagnie di noleggio auto concedono solo ai clienti super, viaggia munito di solo bagaglio a mano in cui ripone dentro vestiti e tutti i suoi affetti.
I 111 minuti di TRA LE NUVOLE sono un tour in giro per gli aeroporti americani, città turisticamente famose e città meno note agli europei come Omaha e St. Louis.
Personaggi importanti nell'evoluzione della storia sono Natalie (Anna Kendrick) una giovane ambiziosa, super-cazzuta sul lavoro ma che una mattina si risveglia normale e fragile e Alex (Vera Farmiga) una bella donna in carriera sui 35 anni, super-emancipata di cui molti giovani vorrebbero essere il toy-boy.
La storia è carina e davvero originale, lineare e senza colpi di scena, mai banale o noiosa, il regista Jason Reitman mostra comunque un indiscusso talento, e visto che ha solo 33 anni credo proprio che ne risentiremo parlare ancora.
TRA LE NUVOLE è un film di qualità con cui passare una piacevole serata al cinema, tutto sommato però non sono sicuro che possa valere il Golden Globe per la sceneggiatura contro un capolavoro di folle genialità di BASTARDI SENZA GLORIA.
Perchè vederlo
Per passare una piacevole serata al cinema, vedendo un film piacevole, con dei personaggi ben costruiti ed in cui non immedesimarsi.
Perchè non vederlo
Perchè in realtà è un film carino, ma non un capolavoro.
I tre difetti (da valutare attentamente dopo aver visto il film)
1) Ma chi lava le mutande i calzini ed i vestiti a Ryan Bingham?
2) Ryan Bingham, il mio amico Zach Galifianakis non lo dovevi proprio licenziare. Per la cronaca Zack è Alan di UNA NOTTE DA LEONI e non lo si può toccare.
3) Non riesco proprio a provare stima o a immedesimarmi nel personaggio di Ryan Bingham. Ok, ha stile e carisma, ma quello c'è l'ha George Clooney in generale.
Niente a che vedere con quel fottuto ladro ingegnoso e pieno di stile che è Danny Ocean.
Con chi vedere questo film
con un amico da prendere in giro sulla battuta rivolta a Ryan dal futuro marito di sua sorella : "Ciao cognatone!". (perchè il mio amico detesta il ragazzo di sua sorella!)
Con chi non vedere questo filmcon una persona cinica come Ryan Bingham.
Voto: 6,5
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sabato 16 gennaio 2010
La Prima Cosa Bella
Aspettavo questo film da quando ho visto il trailer, la sera della delusione di A Serious Man, e lo aspettavo ancora di più quando ho letto le recensioni dei giornalisti che lo avevano visto in anteprima.
Per cui, ieri sera mentre le multisale erano affollate per Avatar che intatnto ha già battuto il record di incasso nella nostra nazione per la giornata del venerdì, quegli snob dei miei amici mi hanno convinto o costretto a rinunciare alle poltrone comode, allo schermo super-ultra-mega gigante e alla Pepsi media che solitamente mi accompagna nelle visioni cinematografiche e mi hanno portato in un vecchio cinema di quelli che trasmettono solo film "per appassionati".
E oggi posso dire che La Prima Cosa Bella è favoloso, è ben realizzato, divertente e struggente allo stesso tempo, interpretato da attori formidabili condotti alla perfezione in tutte le scene del film.
I personaggi sono complessi e ben strutturati, la sceneggiatura e la scenografie sono impeccabili e ritraggono una Livorno che solo Paolo Virzì poteva mostrarci così bene.
Virzì ha esplorato in maniera eccezionale le relazioni umane, madre-figlio, fratello-sorella, figlia-madre in tutte le fasi della vita e alterna scene tristi e che fanno riflettere ad altre in cui ci si scompiscia dal ridere.
Valerio Mastandrea sembra un livornese doc, di quelli che si incontrano in giro per la città ed il suo personaggio è capace di sdrammatizzare con delle battute come solo i toscani sanno fare.
Perchè vederlo
Perchè riesce a far ridere e riflettere trattando argomenti tristi e perchè è uno dei migliori film italiani degli ultimi anni.
Perchè non vederlo
Non ci sono motivi, forse perchè uno può fraintendere il cinema con i film di Natale di De Sica.
I tre difetti (da valutare attentamente dopo aver visto il film)
1) Ma se Bruno abitava da anni a Milano di chi era il motorino che guidava a Livorno??
2) Ma il Nesi non invecchia mai? O è nato vecchio? E' come Richard Alpert in Lost??
3) Quando Anna scappa dall'ospedale, poteva andare a vedere Rock'n'rolla invece che quel film sdolcinato.
Con chi vedere questo film
Con la fidanzata e con amici con cui poter instaurare un minidibattito da cineforum durante il ritorno a casa.
Con chi non vedere questo film
Con un amico che interrompe il dibattito da cineforum dicendo: "Avere una mamma maiala come quella mi avrebbe di molto rotto i coglioni".
Voto: 8,5
Per cui, ieri sera mentre le multisale erano affollate per Avatar che intatnto ha già battuto il record di incasso nella nostra nazione per la giornata del venerdì, quegli snob dei miei amici mi hanno convinto o costretto a rinunciare alle poltrone comode, allo schermo super-ultra-mega gigante e alla Pepsi media che solitamente mi accompagna nelle visioni cinematografiche e mi hanno portato in un vecchio cinema di quelli che trasmettono solo film "per appassionati".
E oggi posso dire che La Prima Cosa Bella è favoloso, è ben realizzato, divertente e struggente allo stesso tempo, interpretato da attori formidabili condotti alla perfezione in tutte le scene del film.
I personaggi sono complessi e ben strutturati, la sceneggiatura e la scenografie sono impeccabili e ritraggono una Livorno che solo Paolo Virzì poteva mostrarci così bene.
Virzì ha esplorato in maniera eccezionale le relazioni umane, madre-figlio, fratello-sorella, figlia-madre in tutte le fasi della vita e alterna scene tristi e che fanno riflettere ad altre in cui ci si scompiscia dal ridere.
Valerio Mastandrea sembra un livornese doc, di quelli che si incontrano in giro per la città ed il suo personaggio è capace di sdrammatizzare con delle battute come solo i toscani sanno fare.
Perchè vederlo
Perchè riesce a far ridere e riflettere trattando argomenti tristi e perchè è uno dei migliori film italiani degli ultimi anni.
Perchè non vederlo
Non ci sono motivi, forse perchè uno può fraintendere il cinema con i film di Natale di De Sica.
I tre difetti (da valutare attentamente dopo aver visto il film)
1) Ma se Bruno abitava da anni a Milano di chi era il motorino che guidava a Livorno??
2) Ma il Nesi non invecchia mai? O è nato vecchio? E' come Richard Alpert in Lost??
3) Quando Anna scappa dall'ospedale, poteva andare a vedere Rock'n'rolla invece che quel film sdolcinato.
Con chi vedere questo film
Con la fidanzata e con amici con cui poter instaurare un minidibattito da cineforum durante il ritorno a casa.
Con chi non vedere questo film
Con un amico che interrompe il dibattito da cineforum dicendo: "Avere una mamma maiala come quella mi avrebbe di molto rotto i coglioni".
Voto: 8,5
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valerio mastrandrea
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